Ostuni dice no al mega resort di lusso: «Quella costa va protetta»
Una delle coste più suggestive della Puglia è al centro di una battaglia che sta attirando l’attenzione anche fuori dall’Italia. A Ostuni, infatti, il progetto di un nuovo resort di lusso della catena Four Seasons ha acceso il confronto tra chi vede un’opportunità di sviluppo turistico e chi teme un danno irreversibile per un territorio dal grande valore ambientale e paesaggistico.
Sulla carta il progetto presenta tutti gli elementi di un grande investimento internazionale: un resort a cinque stelle con circa 150 camere e suite, ristoranti, bar, piscine, beach club, spazi per eventi e una spa, a pochi passi dal mare cristallino della costa ostunese.
Ma per molti residenti e associazioni ambientaliste quei nove ettari di territorio rappresentano un patrimonio da difendere.
Il progetto diventato famoso come “il resort di Bill Gates”
Il nome che ha attirato ancora più attenzione sulla vicenda è quello di Bill Gates. Il fondatore di Microsoft, infatti, negli anni è arrivato a controllare una quota significativa della catena alberghiera Four Seasons, trasformando il progetto pugliese in un caso seguito anche dalla stampa internazionale.
Il resort è stato soprannominato proprio “il resort di Bill Gates”, anche se il dibattito riguarda soprattutto l’impatto dell’intervento sul territorio.
Il terreno era stato acquistato alla fine del 2020, mentre il progetto era stato presentato ufficialmente nel 2021.
I dubbi sul consumo del territorio
Fin dall’inizio non sono mancate le critiche. Regione e Soprintendenza avevano espresso pareri contrari, evidenziando il rischio di una possibile modifica permanente del paesaggio.
L’Assessorato ai beni culturali aveva parlato del pericolo di una “alterazione irreversibile” dell’area, sottolineando la delicatezza di una zona con importanti caratteristiche naturali, archeologiche e paesaggistiche.
La situazione si è sbloccata dopo l’inserimento dell’area in una Zona Economica Speciale, una procedura pensata principalmente per favorire investimenti e sviluppo economico.
Il ricorso degli ambientalisti
Diverse associazioni e comitati locali hanno deciso di contestare il progetto presentando ricorso al Tar.
Tra questi il Libero comitato per la salvaguardia dell’habitat costiero di Ostuni, che da tempo porta avanti la battaglia contro quella che considera una trasformazione troppo invasiva della costa.
Al centro delle preoccupazioni ci sono diversi aspetti: il possibile aumento dell’inquinamento luminoso, gli effetti sulla fauna e sulla flora locali, oltre al consumo di acqua legato alla gestione di una grande struttura turistica.
La protesta continua
Dal governo, al momento, è arrivata la precisazione che non è stata ancora presa una decisione definitiva sul futuro dell’intervento.
Nel frattempo, però, la mobilitazione sul territorio non si ferma. Cittadini e ambientalisti continuano a chiedere maggiore tutela per una delle zone più preziose della costa pugliese.
Il loro messaggio è chiaro e ormai è diventato lo slogan della protesta: “Giù le mani dalla costa”.
