iPhone 17 Pro Max vola nello spazio con Artemis II
Le foto della Luna sono da sempre terreno di confronto sui social, con paragoni rapidi tra smartphone diversi. Ora, però, la competizione cambia prospettiva: le immagini più spettacolari non saranno solo merito degli algoritmi o delle fotocamere, ma della distanza ravvicinata.
La missione Artemis II, partita il 2 aprile, prevede il primo sorvolo lunare con equipaggio dai tempi di Apollo 17 nel 1972. Per la prima volta, gli astronauti hanno potuto portare uno smartphone nello spazio, e la scelta è caduta sull’iPhone 17 Pro Max, ultimo flagship di Apple.
Circa quattro ore dopo il lancio, le telecamere della capsula Orion hanno catturato una scena insolita: un iPhone 17 Pro Max color argento fluttuare in assenza di gravità tra i membri dell’equipaggio. Il dispositivo, inizialmente nelle mani dell’astronauta Jeremy Hansen, è passato sopra Reid Wiseman e Victor Glover, fino a essere recuperato da Christina Koch.
Fotocamera “tascabile” nello spazio
Nonostante l’equipaggio disponga di strumenti professionali come le Nikon D5 e le action cam GoPro, l’iPhone 17 Pro Max è stato integrato come fotocamera aggiuntiva per la sua rapidità e versatilità. In microgravità, il “punta e scatta” diventa fondamentale per catturare momenti spontanei senza la complessità delle attrezzature tradizionali.
Gli smartphone, però, hanno la connettività completamente disabilitata per evitare interferenze con i sistemi della navicella: funzionano esclusivamente come fotocamere pronte all’uso. Già nelle prime ore di missione, l’equipaggio ha scattato alcune immagini usando l’iPhone 17 Pro Max, mostrando Reid Wiseman e Christina Koch a bordo della capsula Orion.
Il complesso processo di approvazione
Portare uno smartphone nello spazio non è semplice. Ogni dispositivo deve superare un rigoroso iter di sicurezza. Come riportato dal New York Times, ogni smartphone viene valutato da un panel specializzato, analizzando rischi legati a componenti, materiali e vetro.
In assenza di gravità, frammenti di vetro sospesi rappresentano un pericolo concreto. L’iPhone 17 Pro Max utilizza il Ceramic Shield 2 sul lato frontale, definito da Apple il vetro più resistente per smartphone, fattore che ha facilitato l’approvazione.
La NASA ha studiato anche soluzioni pratiche per l’uso dei dispositivi in microgravità. Per evitare che fluttuino, gli smartphone vengono fissati con velcro o inseriti nelle tasche delle tute degli astronauti, garantendo sicurezza e funzionalità durante tutta la missione.

Conclusione
L’iPhone 17 Pro Max non sostituisce le fotocamere professionali della NASA, ma dimostra come la tecnologia consumer possa affiancare strumenti specializzati in contesti estremi. Grazie alla missione Artemis II, le immagini della Luna scattate dagli astronauti diventano un nuovo punto di riferimento per la fotografia spaziale, combinando distanza ravvicinata e semplicità d’uso.
